Dislessia

Cos’è la Dislessia?

La Dislessia Evolutiva è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta in una difficoltà nell’imparare a leggere nonostante istruzione adeguata, in bambini senza deficit cognitivi o difficoltà di vista o di udito. Le conseguenze sull’istruzione e la vita professionale futura dei bambini affetti, spiegano il grande interesse della ricerca e lo sforzo per la riabilitazione.

La Dislessia in sintesi

  • La Dislessia è il nome di uno specifico disturbo dell’apprendimento della lettura
  • La Dislessia emerge nella fase di apprendimento della lettura e si manifesta differentemente nell’arco del ciclo di vita della persona
  • La Dislessia è solitamente associata a difficoltà di riconoscimento e decodifica delle parole
  • La Dislessia può causare difficoltà di comprensione del testo e lentezza nell’ampliamento del vocabolario
  • La Dislessia si può manifestare in una difficoltà e lentezza nella lettura ad alta voce
  • La Dislessia non è il risultato di un’istruzione inadeguata
  • La Dislessia non dipende da fattori culturali od economici
  • Con i giusti supporti, quasi tutti gli individui con Dislessia possono diventare degli efficaci lettori.

Per approfondire..

logogen-5Come le altre difficoltà di apprendimento la dislessia è un disturbo evolutivo neurobiologico cioè correlato al funzionamento di meccanismi cerebrali e non a pigrizia dello studente.

La dislessia non è una manifestazione di ritardo mentale né il risultato di deficit visivi o uditivi. I bambini e gli adulti con dislessia hanno semplicemente un disordine neurologico per il quale il cervello elabora ed interpreta alcune informazioni in modo differente.

La dislessia risulta essere il DSA più frequente (circa l’80% di tutti i DSA). Gli studi epidemiologici stimano che la frequenza della Dislessia Evolutiva sia variabile tra il 5 e il 17% della popolazione scolastica. La causa rimane ad oggi sconosciuta, sebbene le evidenze finora raccolte siano a favore di un’origine genetica combinata con fattori di rischio ambientali.

La dislessia colpisce indifferentemente tutti i ceti sociali e le etnie. Di solito più di un membro in famiglia è affetto da dislessia o altri disturbi dell’apprendimento o del linguaggio.

La maggior parte delle proposte educative scolastiche si basano sulla lettura e la scrittura. Per questo è importante diagnosticare la dislessia il prima possibile. Usando specifiche tecniche e strumenti per l’apprendimento della lettura, le persone con dislessia possono compensare le loro difficoltà con grande successo.

È importante sottolineare che la dislessia non è solo un problema legato alla lettura, ma spesso i bambini con Dislessia Evolutiva hanno manifestato pregresse difficoltà di linguaggio, hanno imparato a parlare tardi, altre volte invece hanno imparato verso l’anno ma poi il loro linguaggio è rimasto povero, oppure non hanno pronunciato bene le parole, o hanno continuato ad usare frasi costruite in modo non del tutto corretto.

Quali sono le conseguenze della dislessia?

La dislessia può manifestarsi in modi diversi nelle persone. Questo dipende in parte dalla gravità della disabilità e in parte dal successo della riabilitazione. I bambini e i ragazzi che soffrono di dislessia leggono lentamente, in modo stentato, spesso sillabando e con molte esitazioni. Per loro è molto difficile leggere brani, anche brevi, e di conseguenza la comprensione del significato del testo è faticosa. Gli errori di lettura sono presenti in misura variabile e sono generalmente costituiti da sostituzioni (lana può essere letto lama), inversioni (chirurgo può essere letto chiguro) o elisioni (mangiava può essere letto mangia).

Tutte queste manifestazioni posso avere un grande impatto sull’autostima e l’immagine di sé. La carriera scolastica potrà essere costellata di fallimenti, i ragazzi possono essere spesso ripetenti così che l’interruzione degli studi al termine della scuola dell’obbligo appare l’unica scelta possibile. Quando le persone dislessiche non abbandonano la scuola possono fare scelte di basso profilo rispetto ai loro talenti ed alle loro potenzialità. I rimproveri e le umiliazioni dei genitori e degli insegnati, che spesso li considerano svogliati o pigri, non fanno che aumentare la frustrazione e la perdita di motivazione.

Quali sono i campanelli d’allarme della Dislessia?

Quelli che seguono sono i più comuni segnali della dislessia in persone con età diverse. Se tu o qualcuno che conosci presenta queste caratteristiche, non significa necessariamente che presenti un disturbo di apprendimento. Ma se le difficoltà continuano nel tempo considera la possibilità di fare degli approfondimenti clinici.

Età prescolare

Difficoltà nel:

  • Riconoscere le lettere, associare le lettere ai suoni corrispondenti e mettere insieme i suoni del linguaggio per formare parole
  • Pronunciare correttamente le parole per esempio “inoceonte” per “rinoceronte”
  • Apprendere ed usare correttamente nuove parole
  • Apprendere l’alfabeto, I numeri, I giorni della settimana o comuni sequenze di parole
  • Divertirsi con i giochi di rime

Bambini in età scolare

Difficoltà nel:

  • Leggere in maniera fluente
  • Mettere insieme le sillabe delle parole
  • Difficoltà nel comprendere ciò che leggono
  • Apprezzare la lettura come mezzo di apprendimento
  • Apprendere le regole ortografiche
  • Ricordare fatti e numeri
  • Leggere e nel fare lo spelling delle parole

Adolescenti ed adulti

Difficoltà nel:

  • Leggere ad un livello fluente come atteso per l’età
  • Comprendere nel testo scritto il linguaggio in modo letterale (idiomi, scherzo e proverbi)
  • Organizzare e gestire il tempo dello studio
  • Sintetizzare una storia, apprendere una lingua straniera
  • Nella memorizzazione di concetti complessi

Dal punto di vista comportamentale il bambino dislessico, all’entrata nella scuola elementare e durante tutto il ciclo scolastico, mette in atto una serie di atteggiamenti che rafforzano la spirale viziosa del disadattamento scolastico. A volte sembra svogliato e disfattista, ma spesso si tratta di atteggiamenti dovuti al senso di inadeguatezza nei confronti dei compagni e delle richieste ambientali. Generalmente il bambino fa fatica a tenere in ordine il diario scolastico, non scrive i compiti per casa, spesso dimentica compiti ed interrogazioni. Tutto ciò aumenta il giudizio negativo degli insegnati e le difficoltà relazionali con i genitori. In classe sembra distrarsi facilmente, oppure appare molto stanco ed “evita” alcune situazioni di apprendimento, come la lettura ad alta voce, l’esposizione alla classe di lavori individuali o di gruppo, le gare in cui bisogna mostrare una certa rapidità e competenza. Tutti questi atteggiamenti possono essere considerati ulteriori campanelli di allarme e devono essere presi in considerazione durante la valutazione e nella costruzione di un piano di trattamento.

Come si diagnostica la Dislessia?

Per l’identificazione della dislessia è necessario avvalersi della competenza di una equipe di esperti costituita generalmente da un neuropsichiatra, uno psicologo ed un logopedista che, in promo luogo, escludano la presenza di deficit intellettivi, sensoriali, neurologici o di altra natura che possano determinare le difficoltà di apprendimento. A questa valutazione generale seguono le valutazioni per determinare le abilità presenti ed il livello di apprendimento scolastico, delle funzioni neuropsicologiche, delle abilità linguistiche e prassiche. Inoltre vengono presi in considerazioni altri fattori tra cui la storia familiare, il background educativo e il contesto sociale del soggetto.

Come è trattata la Dislessia?

Le linee guida per i DSA evidenziano la necessità di un intervento precoce. Adulti con dislessia non identificata spesso lavorano in contesti che non sfruttano a pieno le loro capacità intellettive. Con l’aiuto di insegnati, tutor, logopedisti e altre figure professionali, possono esserci molti miglioramenti. Le tecniche riabilitative, infatti, insieme ad una buona collaborazione con la famiglia e la scuola, oltre all’eventuale uso di strumenti compensativi, sono condizioni necessarie per un intervento efficace.

Una volta fatta la diagnosi è compito degli specialisti che seguono il bambino, in seguito al coinvolgimento e accettazione dei genitori, guidare la scuola nella predisposizione di un Percorso Didattico Personalizzato (PDP).

La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà e coerentemente con quanto indicato dalle note ministeriali.

Al fine di rendere efficace il PDP è necessario che ci sia collaborazione e condivisione nell’individuazione di tali misure e nella stesura del PDP da parte della famiglia, del ragazzo, dello specialista e della scuola.