di Francesca Costa

Mio figlio C. non scrive bene, ma anche io e mio marito non abbiamo una bellissima calligrafia. Nei primi anni della scuola elementare le insegnanti ci dicevano che C. era troppo disordinato e a volte svogliato. Col passare del tempo rimaneva indietro nei dettati e la sua scrittura diventava sempre più incomprensibile… anche per lui. Ogni giorno si demoralizzava sempre più e questo mi ha spaventata a tal punto che mi sono riferita a Specialisti per capire cosa stesse succedendo e cosa potevamo fare per aiutare nostro figlio. Dopo la Valutazione abbiamo saputo che non era svogliatezza…ma Disgrafia…”.

La mamma di C. riporta così la sua esperienza che presenta tratti in comune con la storia personale di altre mamme e papà di bambini disgrafici.

La Disgrafia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento in cui vi è la difficoltà nella realizzazione grafica dei segni alfabetici, numerici e delle figure. E’ un problema che può derivare da difficoltà prassiche, di coordinazione motoria e d’integrazione visuo-motoria. La Disgrafia può presentarsi come disturbo isolato (anche se raramente), o associato ad altri Disturbi Specifici (come la Disortografia, la Dislessia, la Discalculia..). Per diagnosticare la Disgrafia è necessario che venga effettuata una Valutazione Neuropsicologica approfondita, dalla quale emerga il quadro generale clinico del bambino, per poter programmare un piano di terapia specifico per lui.

Quali sono i sintomi della Disgrafia?

Tra i sintomi più frequenti della disgrafia si può osservare quanto segue:

  • l’impugnatura della penna è scorretta.
  • La scrittura non è fluida e a volte è eccessivamente lenta o veloce.
  • La pressione della mano che scrive sul foglio è alterata, a volte è troppo forte (anche da forare la pagina) o è troppo debole (con una traccia incerta).
  • La postura del corpo non è adeguata.
  • L’andamento della linea della scrittura può essere altalenante (in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo).
  • Lo spazio tra le parole non è costante, ma è troppo “largo” o troppo “stretto”.
  • I collegamenti tra le lettere non sono adeguati.
  • Vi possono essere collisioni tra le lettere.
  • La grandezza delle lettere è irregolare (molto grandi o troppo piccole).
  • Vi è una misura incoerente tra le lettere.
  • Vi sono lettere atipiche.
  • Vi sono forme ambigue delle lettere.
  • Le lettere vengono ricalcate.
  • La difficoltà nel gestire lo spazio nel foglio (il bambino inizia a scrivere molto lontano dal margine sinistro o il margine sinistro non è allineato nella scrittura del brano…).
  • la scrittura/copia dei numeri e il disegno/copia di figure geometriche sono inadeguate ed irregolari.
  • La copia o scrittura sotto dettatura risulta disorganizzata (questo compito presuppone un duplice sforzo: decodifica visiva o sonora della parola e della scrittura).
  • La copia dalla lavagna risulta difficoltosa (sia per la scarsa coordinazione oculo-manuale, che per la difficoltà affrontata dal bambino nel compiere diverse azioni contemporaneamente).

Il bambino Disgrafico spesso può, oltre alla scrittura, avere difficoltà nelle attività di vita quotidiana per la ridotta coordinazione visuo-motoria e le ridotte capacità a livello dell’organizzazione spazio-tempo.

Vi possono essere difficoltà, quindi, nei seguenti esempi di operazioni eseguite nella vita quotidiana:

  • Allacciarsi le scarpe.
  • Abbottonarsi i pantaloni, la camicia…
  • Mangiare con coordinazione.
  • Utilizzare le posate (tagliare la carne..).
  • Orientarsi nello spazio.
  • Orientarsi nel tempo
  • Leggere l’orologio

Generalmente il disturbo della Disgrafia emerge in maniera palese con la frequenza della 3’ elementare. Vi sono, però, diversi segnali che provengono dall’osservazione delle difficoltà nelle attività di vita quotidiana del bambino (alcune appena presentate) prima dell’ingresso in prima elementare. Come anche è importante porre attenzione alle difficoltà che già emergono nella scuola materna (nell’organizzazione motoria, nel disegno e in tutte le  attività tipiche di questa scuola, che coinvolgono le prassie costruttive, l’integrazione visuo-motoria…).

Questo per poter iniziare interventi precoci per evitare che i bambini, futuri ragazzi, sviluppino Disgrafia e successivamente un abbassamento dell’autostima, o comportamenti oppositivi verso la scuola  che potrebbero portare anche ad un abbandono scolastico.